Come il movimento fisico potenzia la memoria e la concentrazione in classe

Bambini della scuola primaria svolgono una caccia al tesoro matematica in aula, correndo con cartoncini delle tabelline.

Il movimento fisico non è solo fondamentale per il benessere corporeo, ma svolge un ruolo chiave anche nell’ottimizzazione delle funzioni cognitive.

Numerosi studi evidenziano come l’attività motoria:

  1. aumenti l’afflusso di ossigeno al cervello,
  2. stimoli la neuroplasticità,
  3. e contribuisca alla regolazione dello stress.

Tutto questo si traduce in un miglioramento reale e osservabile della memoria e della concentrazione.

Integrare il movimento fisico nelle attività scolastiche non solo contribuisce al benessere generale degli studenti, ma potenzia anche le loro capacità cognitive. Attività che prevedono pause attive, lezioni in movimento e progetti interattivi creano un ambiente di apprendimento dinamico, in cui memoria e concentrazione vengono stimolate in modo naturale.

Queste strategie, supportate da evidenze scientifiche e da aneddoti di successo, dimostrano come un approccio integrato che unisce mente e corpo possa fare davvero la differenza nel percorso educativo.

I benefici neurofisiologici del movimento

Aumento dell’ossigenazione cerebrale

L’attività fisica favorisce la circolazione sanguigna, portando più ossigeno e nutrienti al cervello. Questo migliora la funzione delle cellule nervose e accelera la formazione di nuove connessioni sinaptiche, fondamentali per l’apprendimento e la memoria.

Riduzione dello stress e miglioramento dell’umore

Durante l’esercizio fisico, il corpo rilascia endorfine, sostanze chimiche naturali che riducono lo stress e migliorano l’umore. Un ambiente scolastico in cui gli studenti si sentono più rilassati è più favorevole alla concentrazione e all’apprendimento efficace.

Stimolazione della neuroplasticità

Il movimento fisico promuove la produzione di fattori neurotrofici, come il BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor), che supportano la crescita e la connettività dei neuroni. Questo è essenziale per il consolidamento della memoria e lo sviluppo di una maggiore flessibilità cognitiva.

Strategie e attività in classe

a. Pause attive e stretching

In una scuola media, un insegnante di storia ha notato che gli studenti cominciavano a perdere attenzione dopo circa 40 minuti di lezione. Decise così di inserire una breve sessione di stretching, accompagnata da musica rilassante, durante la quale gli studenti si alzavano e si muovevano.

In breve tempo, l’insegnante osservò un miglioramento significativo nel livello di attenzione e nella partecipazione durante il resto della lezione.

Esempio pratico: durante una lezione prolungata, l’insegnante introduce brevi sessioni di stretching o esercizi di mobilità per 3–5 minuti. Queste pause attive aiutano a “risvegliare” il cervello, migliorano la concentrazione e favoriscono una migliore assimilazione delle informazioni trattate successivamente.

b. Lezioni in movimento

Un insegnante di geografia ha trasformato il concetto di continenti e oceani in un’attività interattiva. Gli studenti dovevano “viaggiare” in aula spostandosi in diverse zone, ciascuna rappresentante un continente.

L’energia e il divertimento generati dalla “corsa dei continenti” hanno reso il tema memorabile e hanno stimolato vivaci discussioni post-attività.

Esempio pratico: le lezioni possono essere strutturate per coinvolgere il corpo. Ad esempio, durante una lezione di scienze, gli studenti possono partecipare a un gioco della catena alimentare, muovendosi in aula per posizionarsi in sequenza, simulando i vari livelli di un ecosistema.

Questo tipo di attività rende l’apprendimento più dinamico e aiuta a fissare meglio i concetti.

c. Attività fisiche integrate nel processo di apprendimento

In una scuola primaria, un progetto di “caccia al tesoro matematica” è stato introdotto per ripassare le tabelline. Gli studenti si sono divertiti a correre per l’aula e il cortile, trovando indizi che li portavano a risolvere esercizi.

Questo approccio ha trasformato un compito spesso percepito come noioso in un’attività entusiasmante e interattiva, aumentando la partecipazione e la memorizzazione.

Esempio pratico: in una lezione di matematica, l’insegnante può organizzare una caccia al tesoro in cui gli indizi per risolvere problemi sono nascosti in diverse zone della scuola. Gli studenti, muovendosi e collaborando, attivano il corpo e la mente, connettendo il movimento fisico all’apprendimento attivo.

Un metodo che mette in moto corpo e mente

Tutte queste proposte non sono semplici attività isolate.
Fanno parte di una visione educativa più ampia, che considera il corpo come alleato del pensiero.

Nel metodo Felicemente a Scuola, il movimento non è un momento ricreativo fine a sé stesso, ma un ingrediente fondamentale del processo educativo.
Un mezzo per coinvolgere, stimolare, rafforzare.

Perché apprendere non è solo stare fermi ad ascoltare.
È vivere attivamente ciò che si impara, con tutto il corpo, con tutta la mente.

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